Ogni tanto succede: una scadenza fiscale sparisce. Non slitta, non si sdoppia, non cambia nome. Sparisce. Il decreto correttivo (D.lgs. 81/2025) ha cancellato l'invio semestrale delle spese sanitarie al Sistema Tessera Sanitaria: per le spese sostenute dal 1° gennaio 2025 in poi, la trasmissione è una sola, annuale, entro il 31 gennaio dell'anno successivo. Due appuntamenti l'anno diventano uno. Vale la pena capire bene cosa significa.
Cos'è il Sistema TS, in due righe
Il Sistema Tessera Sanitaria è il canale con cui i dati delle spese sanitarie dei cittadini arrivano all'Agenzia delle Entrate. Serve alla dichiarazione precompilata: la detrazione per le spese mediche che il tuo paziente si ritrova già nel 730 parte da lì. A trasmettere i dati sono farmacie, strutture sanitarie e i professionisti iscritti agli albi: medici, psicologi, fisioterapisti, infermieri, veterinari e le altre professioni sanitarie. In pratica: se emetti una fattura a un paziente, quella fattura va comunicata al Sistema TS — a meno che il paziente non si opponga, ed è un suo diritto.
Cosa cambia
Negli ultimi anni il calendario era diventato semestrale: due finestre di invio, due occasioni per dimenticarsene. Ora la regola è una: tutte le spese dell'anno si trasmettono entro il 31 gennaio dell'anno dopo. Per le spese 2025 la scadenza è caduta il 2 febbraio 2026 (il 31 gennaio era di sabato); per le spese di quest'anno l'appuntamento è a fine gennaio 2027. Una data sola da segnare, non due.
Cosa non cambia
L'obbligo resta, e restano le regole di sempre:
- I dati devono essere giusti. Codice fiscale del paziente, importi, date di pagamento: un invio con errori va corretto, e le sanzioni per omissioni o errori non sono state abolite.
- L'opposizione va gestita. Se il paziente chiede che la sua spesa non venga trasmessa, devi tenerne traccia e rispettarla.
- I dati sanitari restano dati sanitari. GDPR al massimo livello, sempre: la semplificazione riguarda il calendario, non la riservatezza.
Il rovescio della medaglia: una scadenza sola vuol dire dodici mesi di fatture da avere in ordine tutte insieme. Chi arriva a gennaio con i documenti sparsi tra file, cassetti e fogli di calcolo si gioca un fine settimana. Chi ha tutto in un unico posto preme un pulsante.
Come arrivarci in ordine
La semplificazione premia chi tiene lo studio in ordine tutto l'anno, non chi rincorre a gennaio. Con Satiswork la fatturazione dialoga con il Sistema TS ed è collegata ad agenda e cartella clinica: ogni fattura nasce già al posto giusto, con i dati giusti, e l'invio annuale smette di essere un progetto. Tutto in un unico spazio, con server in Europa e GDPR by-design. Costruito insieme a professionisti della salute italiani.
Le date che contano, senza ambiguità
La regola in tre righe: le spese sanitarie di un anno solare si trasmettono tutte insieme, una volta, entro il 31 gennaio dell'anno dopo. Le spese del 2025 andavano inviate entro il 2 febbraio 2026 (il 31 gennaio cadeva di sabato, e in quel caso si slitta al primo giorno feriale utile). Le spese del 2026 si trasmettono entro fine gennaio 2027. Una data l'anno, non due: sparisce la finestra semestrale, non l'obbligo.
E la fattura al paziente? Sono due cose diverse
Attenzione a non confondere due adempimenti che vivono su binari separati. Il Sistema TS è come comunichi la spesa al fisco per la precompilata. La fattura elettronica per le prestazioni sanitarie è un'altra faccenda: verso il paziente è vietata in modo permanente dal 2026, e resta obbligatoria solo quando fatturi ad aziende o alla PA. Uno studio in ordine gestisce entrambe senza pensarci: emette la fattura nel formato giusto e, in parallelo, tiene i dati pronti per l'unico invio annuale.
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